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DE PUNTA A PUNTA

"TRE CONTINENTI, UNA SFIDA"

11/06/2018

La necessità di nuove sfide intellettuali per una diversa consapevolezza della Storia e dell'immagine delle Filippine in Europa e della rivalutazione di modelli fuorvianti preesistenti. Ancor più se si abbraccia l'idea di un continente ulteriormente diverso e comunque per radici affine come l'America Latina.

Un'analisi sogiologica di Ma. Rosario Rebagoda, responsabile per le Filippine di Giovani Europei Mahazine e presidente della Queen Rose International, Associazione Culturale internazionale.

 

di Ma. Rosario Rebagoda

 

Confrontarsi con un Continente a noi lontano, parlo da Filippina, può rappresentare una sfida culturale non indifferente. E specialmente se tra questi due continenti, Asia ed Europa e America Latina, non esistono dei binari culturali o degli strumenti che possano anche permettere, di poter accedere e sviluppare delle cognizioni, che potrebbero poi rappresentare delle possibilità ed opportunità. Il legame con l'Italia è forte per via del potente flusso migratorio delle Filippine verso l'Italia, probabilmente il Paese più vicino al nostro Paese, per via della fede,essendo le Filippine l'unico Paese cattolico dell'Asia, motivo per cui, rispetto ad altri Paesi d'Europa, che comunque vedono anche importanti numeri di migrazione, i connazionali si sentono più a casa in Italia, avendo maggiore possibilità di potersi dedicare alla fede. Statisticamente parlando il flusso migratorio vede coinvolta una classe non proprio culturalmente avanzata, e l'unica mira della comunità migrante diventa esclusivamente di carattere economico, se si pensa che, il rapporto di uno stipendio standard per un lavoratore Filippino in Italia, equivale per un mese a cinque mesi nelle Filippine. Comprensibile quindi l'interesse che permette cosi' ad un numero sempre crescente di Filippini di crearsi un benessere per permettere alle proprie famiglie di impegnare i loro risultati economici per mantenere i figli che rimangono al loro paese. Un livello poco sviluppato culturalmente della comunità all'estero, in questo caso in Europa, crea un errore di osservazione statistico, per cui l'idea di un Paese, inevitabilmente pensando alla comunità migrante, salvo qualche eccezione rara, sarà quello di essere considerati un povero paese e non sviluppato culturalmente. Ma non è così. Mancano gli strumenti e le persone. Ma è anche vero che si ipotizza un confronto in termini di sollecitazione di stimolo o cooperazione con una classe poco sviluppata culturalmente, il riscontro non sara' che negativo, perchè disinteressato. In questo seppur breve training accelerato che per me è diventata esperienza Italiana ed Europea, per quanto fin adesso virtuale, sono rimasta sorpresa e anche un po' mortificata, nell'apprendere che purtroppo la comunità Filippina, resta una comunità chiusa, per questo annoverata ad altre Asiatiche, che pero' con noi poco hanno a che vedere. E delusa per una chiusura se non inaccessibilità di rappresentanze ed istituzioni in termini di cooperazione. Mentre il dovere primario dovrebbe essere, da parte delle rappresentanze, di creare un modello positivo, in modo che, la comunità rappresenti un'idea positiva del Paese, e le Istituzioni dovrebbero ringraziare di un interesse Europeo per un aiuto e diffusione della cultura, piuttosto che essere finalizzati esclusivamente a risolvere ed occuparsi di burocrazia, e presenziare solo per immagine in quelle situazioni dove è necessaria la presenza istituzionale, e comunque senza interesse alcuno a partecipazione e cooperazione con il Paese che ospita la comunità. E questo, per mia informazione, un problema correlato a piu' paesi Europei dove la comunità è presente e conseguemente un'Istituzione di rappresentanza. Io vorrei dimostrare che il modello fuorviante Filippino in Europa, non rappresenta in alcun modo la realtà del mio Paese, di cui sono orgogliosa, e grazie a questo invito "Europeo" vorrei poter sviluppare gli strumenti necessari per concretizzare quest'asse Asia-Europa-America Latina, attraverso l'Italia e le Filippine, per proiettare in Europa e in America Latina una diversa immagine del mio Paese. L'idea del "Ponte" culturale è suggestiva e apre a nuove visioni e scenari. L'arte adoperata come strumento d'interscambio e confronto che supera il gap linguistico, è un'idea superlativa, e la cultura intesa come strumento di sviluppo e promozione di una nuova coscienza culturale e di avvicinamento tra popoli e' un'idea nobile e raffinata. Come lo è altrettanto, seppur con metodologia differente, attraverso la divulgazione, promozione e sviluppo della storia contemporanea delle Filippine attraverso un periodo ben preciso che sintetizza tutti i cambiamenti del paese, fulcro del progetto del Dott. Alessandro Maugeri autore del progetto internazionale "AQUINO" e' un viaggio altrettanto affascinante. Poter avere la possibilità di rapportarmi con un mezzo mediatico, come un magazine culturale, è un grande stimolo che diventa anche sfida intellettuale. Ho accettato l'idea di poter rappresentare fisicamente una responsabiltà, per quel che concerne questo progetto di ponte interculturale perchè credo che ad oggi nulla di questo genere sia stato ancora realizzato. Apprendere che una volontà Italiana voglia battersi e con tante difficoltà per promuovere una nuova immagine del mio Paese attraverso la sua storia e memoria è qualcosa che merita più di un riconoscimento, per cui mi auguro, e con tutto il cuore, che un giorno tutto questo potra' essere contraccambiato con delle onoreficenze se non con una cittadinanza onoraria delle Filippine. Sono sinceramente e positivamente meravigliata di tutto quest'interesse che definirei unico nei confronti del mio Paese e ho deciso di sposare questa mission, pur riconoscendo, allo stato attuale delle cose, che qualche fraintendimento potrà esserci essendo l'argomento relazionato al nome di una famiglia che nelle Filippine ha un suo peso su più fronti.  Ma dopo aver studiato ed analizzato il progetto, mi sono sentita confortata dalla assolutà apoliticità dell'intenzione, pur trattando un tema storico e politico che in ogni caso è la storia delle Filippine e per cui anche attraverso questo progetto sarà più semplice un avvicinamento culturale e comprensione di un certo tipo di affinità tra Italia e Filippine, per quanto la nostra Storia non potrà mai essere un modello rapportabile a quello Europeo, senza dimenticare la nostra radice e influenza Spagnola. L'idea di una collaborazione con un prestigioso magazine in America Latina e soprattutto di Donne (la D maiuscola è voluta e appropriata e pertinente) accende il mio entusiasmo e ringrazio tutti per questa opportunità che inizia già a vedere concretizzata l'idea del "ponte" tra Asia ed Europa e America Latina". E saro' felice di poter essere il ponte di coordinamento per uno scambio tra i Paesi attraverso gemellaggi artistici e culturali per creare un flusso sempre crescente d'interesse e stimolo. Dimostreremo così, in un'operazione sinergica che le Filippine sono un grande Paese e aperto al confronto e allo sviluppo e cooperazione intellettuale e umana. E quando questo inizierà ad avvenire in Europa,attraverso tutte queste interessanti proposizioni, e attraverso l'ammirevole progetto internazionale "AQUINO", io sarò una Filippina ancora più orgogliosa, del mio Paese e della mia Storia. Se cio' avverra' come presto mi auguro, fin da ora: Grazie Europa. Grazie America Latina.

 

 

 

 

 

 

 

 

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